La statua di S. Francesco

La statua, alta più di cinque metri e deposta su una elevata colonna, è opera del noto scultore ed incisore Domenico Trentacoste, che la realizzò a titolo gratuito. La statua del santo di Assisi è stata fusa con 150 quintali di bronzo e lo raffigura in atteggiamento benedicente del popolo, con le braccia protese in avanti. La colonna su cui poggia la statua, che consente di rendere visibile il monumento anche a lunga distanza, venne progettata dagli architetti Portaluppi e Gadda e riporta due altorilievi che rappresentano rispettivamente “San Francesco che riporta la pace tra famiglie e lavoratori” e “San Francesco riceve le stimmate“.

Il finanziamento per l’acquisto dei materiali per l’opera avvenne tramite una raccolta di elemosine condotta casa per casa, organizzata da fra Cecilio Maria Cortinovis, un frate cappuccino, oggi beato, del convento di Porta Monforte che venne scelto dall’artista come modello per la statua, dopo che Benito Mussolini rifiutò di finanziarne l’esecuzione.

È il 1925 quando Cecilio scrive di suo pugno a Mussolini per avere 150 quintali di bronzo: erano necessari per far erigere il grande monumento a San Francesco che ancora oggi domina piazza Risorgimento. Mussolini dà l’autorizzazione ma nega i quattrini. Frate Cecilio, cuore tenero e testa durissima, per un anno intero bussa alle porte dei milanesi, tanto che 4 mila 200 famiglie su 8 mila visitate lo aiutano. Il monumento finalmente si può fare. L’opera è affidata allo scultore Domenico Trentacoste che per scolpire il volto del santo si ispirerà proprio al viso del frate di Respello.

La statua venne ufficialmente inaugurata con una solenne benedizione nel 1926 dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Eugenio Tosi, con lo scopo di celebrare il settimo centenario della morte del santo (1182-1226).

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