
Il Ciloster è un grande candelabro pensile, realizzato a partire dall’inizio del Quattrocento, sul quale viene collocato il Cero pasquale durante il Tempo di Pasqua, fino alla Domenica di Pentecoste compresa. Il Cero, nella rilettura tipica della Veglia pasquale ambrosiana, diviene «il portatore della luce divina che si fa guida all’incontro» con il Risorto (Cesare Alzati) e, nella tradizione popolare ma anche liturgica, è identificato direttamente come simbolo stesso di Cristo. Da qui l’uso, conservato soprattutto dalla liturgia romana, di infiggere nel Cero, «in forma di croce», cinque grossi grani d’incenso simbolo delle piaghe del Signore. In questo senso, molto suggestivo è anche il rito, risalente con ogni probabilità al xv-xvi secolo, che si ripete ogni anno nella solennità dell’Ascensione, quando il candelabro con il Cero acceso, durante la proclamazione del Vangelo, viene lentamente sollevato fino all’altezza delle volte del Duomo con un chiaro richiamo simbolico, quasi a rendere visibile il Mistero dell’Ascensione.
Alto più di 4 metri, il monumentale candelabro è costituito da un’anima lignea sulla quale è montata una ricca struttura in bronzo, ottone e rame dorati. La decorazione si sviluppa su quattro ordini, di grandezza decrescente verso l’alto, ciascuno formato da sei nicchie, sovrastate da tabernacoli e ornate con elementi tardogotici, a eccezione dell’ordine inferiore rifatto in età barocca. Le nicchie ospitano 23 statuette raffiguranti Apostoli, Profeti e personaggi del Primo Testamento. L’ultimo registro, che forma la parte sommitale, è decorato con elementi vegetali e termina con il piatto reggicandela. A sorreggere l’intera struttura vi è una base a piramide esagonale rovesciata, ornata da foglie e teste di cherubini.
Grazie al ritrovamento di nuovi documenti presso l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo da parte della studiosa Gigliola Gorio, è oggi possibile ricostruire con precisione le vicende che hanno interessato il manufatto. L’opera venne iniziata nel 1439, a seguito degli accordi tra il vicario arcivescovile Francesco della Croce, Galeazzo Crotti e l’orafo Lorenzo da Civate per la realizzazione di un tabernachulum in rame dorato, sul quale collocare il Cero pasquale, su disegno degli ingegneri Antonio da Gorgonzola e Antonio Briosco. Il progetto prevedeva la presenza di 5 registri e 25 figure. Nei primi due avrebbero dovuto essere collocati gli Apostoli, nei due registri mediani i Profeti e, nell’ultimo, la figura di Cristo Risorto. L’orefice avrebbe dovuto completare l’opera entro la festa di san Michele dell’anno 1440, ma nel 1451 essa risulta in fase di esecuzione.
Negli anni Trenta del Cinquecento, essendo il candelabro probabilmente ancora incompiuto, la Fabbrica del Duomo decise di sostituire le figure originali con nuove statuette lignee rappresentanti Apostoli e Profeti, commissionate agli intagliatori Giulio Oggioni e Battista da Saronno, successivamente dorate da Alberto da Lodi e Giovan Pietro Sormani. Le nuove sculture, di cui una oggi perduta, furono completate entro il 1539. La statua del Cristo Risorto, presente nel primo progetto, non risulta essere stata realizzata. Il Ciloster fu rimaneggiato più volte, già a partire dal 1600. La base, rifatta nel 1632, presenta infatti caratteristiche differenti rispetto alle parti di stile tardogotico. Nel 1657 è testimoniata una doratura delle 24 statuette, mentre l’ultimo restauro documentato risale al 1844, con la sostituzione di alcune parti antiche.
Dallo scorso mese di gennaio, la Veneranda Fabbrica ha avviato un nuovo e importante intervento, che verrà ultimato in vista delle celebrazioni pasquali. Il Ciloster era, infatti, ormai ricoperto da uno spesso strato di polvere e residui di cera, e la stabilità dell’opera risultava compromessa dalla presenza di fratture, sollevamenti e perdite della doratura, e dalla ruggine che aveva intaccato le viti in ferro di fissaggio.
Il restauro in corso, affidato a Franco Blumer per le parti metalliche e a Damiano Spinelli per quelle lignee, prevede lo smontaggio e la pulitura di tutti gli elementi decorativi, nonché l’analisi dell’intero manufatto e, ove necessario, una nuova doratura. Date le dimensioni del candelabro e la necessità di mantenerlo in posizione verticale, il cantiere è stato allestito direttamente nella navata meridionale del Duomo, offrendo così la possibilità a tutti i visitatori di osservare le fasi del restauro.
Anna Cotta Ramusino
Fonte: Il Duomo Notizie maggio 2025