Il simulacro miracoloso e il Santuario di Maria Bambina

Negli anni fra il 1720 e il 1730 la serva di Dio Suor Chiara Isabella Fornari di Todi, realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce. Uno di questi simulacri nel 1739 fu donato alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano.
Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall’imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro pertanto dopo varie vicessitudini è portato dalle Suore di Carità di Lovere, congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio, dove divenne popolarissimo, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate “di Maria Bambina”.
Nel 1876 il simulacro seguì le suore nella nuova sede generalizia in via Santa Sofia, a Milano.
Ed è qui che nel 1884 avviene il miracolo.
L’8 settembre 1884, festa della Natività di Maria, il simulacro fu trasportato nell’infermeria del monastero per desiderio di una suora malata. Il mattino dopo la Superiora generale, recatasi nell’infermeria, fu ispirata di porgere il simulacro alle ammalate perchè lo baciassero.

: “…erano le ore sette del 9 settembre 1884… La madre si reca nell’infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. ‘Sono guarita!’, esclama. Si alza e cammina”. Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il ‘giorno del miracolo’.
Da quel momento la devozione popolare all’effigie di Maria Bambina si estende a macchia d’olio a seguito delle numerose grazie ottenute.
Nel 1904, l’allora superiora generale, suor Angela Ghezzi, chiede ed ottiene dalla Santa Sede il permesso di incoronare il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolge il 31 maggio dello stesso anno: il cardinal Ferrari, assistito da altri vescovi, mette un diadema d’oro alla piccola effigie.
Il 21 novembre 1942, in piena guerra, nel giorno in cui ricorre il centenario dell’ingresso del simulacro nell’istituto, papa Pio XII esorta le suore a “implorare dalla Celeste Bambina il ritorno di quella pace nella cui attesa tutto il mondo sanguina e geme”.
Nel bombardamento dell’agosto 1943 l’Istituto fu distrutto dalle bombe americane, ma il simulacro era stato provvidenzialmente portato in salvo.
Il 5 ottobre 1951 è posta la prima pietra per la ricostruzione del nuovo santuario, progettato dall’architetto Giovanni Muzio e che sarà consacrato nei giorni 20 e 21 novembre 1953 dal cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano.
Come incastonate nell’insieme del santuario sono alcune opere d’arte dell’antica cappella, salvate dalla distruzione della guerra e perciò cariche di memorie.
Nella fascia absidale sopra la nicchia, un mosaico rappresenta l’universale mediazione e regalità della Madre di Dio.
Le vetrate rappresentano il ciclo della vita della Vergine secondo la tematica, Maria tempio di Gesù.
All’interno il candore dominante degli stucchi e dei marmi esprime l’idea di un santuario-culla che introduce alla contemplazione della grazia di Maria nel mistero della sua natività
Da un piccolo chiostro si accede al santuario attraverso un portale sul quale figure e simboli rappresentano la profetizzazione di Maria nell’Antico Testamento
Sulle pale degli altari laterali sono raffigurate la partecipazione di Maria al sacrificio del Figlio e l’assunzione in Cielo.
Nella settimana dall’8 al 15 settembre 1984 viene celebrato il centenario del primo miracolo e il 4 novembre successivo papa Giovanni Paolo II, presente in Milano per la conclusione delle celebrazioni in onore di san Carlo Borromeo, visita il santuario, affidando all’istituto “quella consegna” che gli viene dal cuore: “C’è un capitolo nella spiritualità mariana che sembra specialmente aperto alla vostra contemplazione: Maria Bambina. Un mistero poco conosciuto. Io penso che voi avete un compito grande: di approfondire questo mistero”.
La reliquia di San Giovanni Paolo II

Una reliquia, conservata in una teca presso la cappella laterale sinistra del santuario, testimonia il legame di Giovanni Paolo II con questo luogo. Si tratta di una piccola quantità di sangue prelevato a Giovanni Paolo II in occasione di una visita di controllo effettuata durante un ricovero al Policlinico Gemelli, dove opera una comunità di Suore di Maria Bambina. Il cardinale Stanisław Dziwisz, un tempo segretario particolare del Pontefice, ha autorizzato la conservazione della reliquia e ne ha attestata l’autenticità.


Il Santuario di Maria Bambina si trova in Via Santa Sofia, 13 Milano