
Giuseppina De Micheli nacque a Milano l’11 settembre 1890 in una famiglia profondamente religiosa. Orfana di padre a due anni, aveva solo dodici anni quando fu protagonista di un fatto quasi premonitore nella chiesa di S. Pietro in Sala. Scrive la beata: «Avevo dodici anni quando, il Venerdì Santo, attendevo nella mia parrocchia il mio turno di baciare il crocifisso, quando una voce distinta dice: “Nessuno mi dà un bacio d’amore in volto, per riparare il bacio di Giuda?”. Credetti, nella mia innocenza di bimba, che la voce fosse da tutti udita e provavo gran pena vedendo che si continuava il bacio alle piaghe e nessuno pensava a baciarlo in Volto. Te lo do io, Gesù, il bacio d’amore, abbi pazienza e, giunto il momento, Gli stampai un forte bacio in Volto con tutto l’ardore del mio cuore.”
Da allora il volto di Gesù fu termine di devozione profonda da parte di Giuseppina.
Il 16 maggio 1914 indossò l’abito religioso delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, assumendo il nome di Suor Maria Pierina. Nel 1928 divenne Madre Superiora per la Casa di Milano, sita in Via Elba al n° 18.
Suor Maria Pierina aveva incarichi importanti, ma nel profondo del suo animo viveva un’incredibile e profonda esperienza mistica. La giovane suora amava contemplare la Passione di Cristo e in particolare il Santo Volto divenne la fonte principale delle sue riflessioni.
Nell’orazione notturna del 1° Venerdì di Quaresima 1936, Gesù la fece partecipe dei dolori spirituali patiti nel Getsemani. Mentre dal viso sudava sangue, le disse: “Voglio che il mio Volto, il quale riflette le pene intime del mio animo, il dolore e l’amore del mio Cuore, sia più onorato. Chi mi contempla mi consola”.

Il Martedì Santo seguente Gesù tornò a dirle: “Ogni volta che si contempla la mia faccia, verserà l’amor mio nei cuori, e per mezzo del mio S. Volto si otterrà la salvezza di tante anime”. “Potrebbe essere che alcune anime temano che la devozione e il culto del mio S. Volto diminuiscano quella del mio Cuore. Dì loro, che al contrario, sarà completata ed aumentata. Contemplando il mio Volto le anime parteciperanno alle mie pene e sentiranno il bisogno di amare e di riparare. Non è forse questa la vera devozione al mio Cuore?”.
Il 31 maggio 1938, di notte, mentre si trovava nella cappellina dell’Istituto di Via Elba a Milano, le apparve la Vergine Maria. Suor Pierina era immersa in profonda adorazione davanti al tabernacolo. La Madonna aveva tra le mani uno scapolare formato da due panni bianchi: su un lato era impressa l’immagine del Volto di Gesù, circondato dalla scritta: “Illumina, Domine, vultum tuum super nos” (Illuminaci col Tuo Volto o Signore). Sull’altro era raffigurata un’ostia splendente con scritto: “Mane nobiscum Domine” (Rimani con noi Signore).
La Madonna disse: “Ascoltami bene e riferisci al Padre spirituale: questo scapolare è un’arma di difesa, uno scudo di fortezza, un pegno di misericordia che Gesù vuol dare al mondo in questi tempi di sensualità o di odio contro Dio e la Chiesa. I veri apostoli sono pochi, è necessario un rimedio divino, e questo rimedio è il Volto Santo di Gesù. Tutti quelli che indosseranno uno scapolare come questo e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS. Sacramento per riparare agli oltraggi che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù nella dolorosa sua passione e ogni giorno riceve nel sacramento eucaristico
– verranno fortificati nella fede,
– pronti a difenderla
– ed a superare tutte le difficoltà spirituali interne ed esterne.
– Di più faranno una morte serena,
– sotto lo sguardo amabile del mio divin Figlio”.
Suor Pierina si fa così sollecita promotrice della devozione al Volto di Gesù, la quale presto si diffonde nell’Istituto. Purtroppo molto presto si accorge che non è agevole diffondere degli scapolari. Ha così l’idea di coniare una medaglia che riproduca quanto richiesto dalla Madonna. In un’apparizione successiva la Madonna la rassicurerà sul fatto che le medaglie saranno accompagnate dalle medesime promesse già espresse per gli scapolari: “Figlia mia, sta tranquilla che lo scapolare è supplito dalla medaglia con le stesse promesse e favori: rimane solo a diffonderla di più”.

Alla ricerca di un’immagine per la medaglia, madre Pierina s’imbatte in una fotografia della Sindone che riproduce il Volto di Gesù. Un’immagine già nota a Milano, dal momento che il fotografo ne aveva fatto dono all’arcivescovo della città, il beato cardinale Ildefonso Schuster, il quale, a sua volta, l’aveva intronizzata con la massima devozione in una chiesa dedicata proprio al Santo Volto.
Purtroppo però la realizzazione delle medaglie è resa difficile da una serie di problemi di ordine economico e burocratico, che alla povera suora sembrano insuperabili. Ma la Provvidenza risolve ogni ostacolo. La Beata racconta: “Pochi giorni prima della consegna delle medaglie sul tavolino della mia camera trovo una busta, osservo e vedo 11.200 lire. Il conto infatti ammontava a quella precisa somma.”
Le medaglie furono distribuite tutte gratuitamente e si diffondevano operando grandi grazie. Il nemico è rabbioso di questo e disturba Suor Pierina in molti modi. Più volte durante la notte getta a terra per le scale le medaglie e straccia le immagini del Sacro Volto, calpestandole.
Al processo di beatificazione, fu ricordato come «alcune medaglie si riuscì a farle arrivare fino a condannati a morte e a ricercati politici e neppure uno di questi condannati a morte ebbe la sentenza eseguita».
Madre Pierina De Micheli è stata dichiarata Beata il 30 maggio 2010. La Chiesa ha deciso di ricordarla piuttosto che nel giorno della morte, o dies natalis come da dizione canonica, nel giorno della sua nascita (e del battesimo): l’11 settembre.

Chi desidera visitare la Cappellina dove la Madonna apparve alla Beata Pierina con la richiesta del Sacro Volto, può rivolgersi all‘Istituto Immacolata Concezione in Via Elba n° 18 (Piazza Wagner) a Milano.





